Hollywood è morta: i film più visti del 2026 sono generati dall’AI e costano meno di una pizza

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Il film più discusso del 2026 non ha un regista. Non ha attori. Non ha nemmeno una troupe. È stato generato interamente da un’AI in 72 ore, e ha totalizzato 180 milioni di visualizzazioni nelle prime due settimane su piattaforme streaming. Hollywood non è in crisi: è in agonia.

Sora, Runway, Kling: la trinità che ha ucciso il cinema tradizionale

Quando OpenAI ha rilasciato Sora, i registi hanno riso. “Sembra un videogioco del 2015”, dicevano. Un anno dopo, nessuno ride più. La qualità dei video generati dall’AI è indistinguibile dalla realtà per il 73% degli spettatori in test in doppio cieco.

Runway Gen-4 genera sequenze cinematografiche con coerenza narrativa, illuminazione fisica corretta e acting emotivamente credibile. Kling 2.0 produce scene d’azione con fisica realistica. E tutto questo con un costo di produzione vicino allo zero.

“Un film da 200 milioni di dollari e uno generato dall’AI in un weekend producono la stessa risposta emotiva nello spettatore medio. Questa non è una crisi creativa. È una rivoluzione industriale.” — Casey Neistat, filmmaker e imprenditore

Il creator solitario che batte gli studios

La storia di Marco Chen è emblematica. Ex videomaker freelance di Taipei, ha usato un mix di Sora, Midjourney e ElevenLabs per creare “Neon Requiem”, un cortometraggio cyberpunk di 45 minuti. Costo totale: 127 dollari di abbonamenti AI. Il corto è stato selezionato al Sundance 2026, provocando una protesta formale dei sindacati di Hollywood.

Ma Chen non è un’eccezione. Su YouTube, i canali di “AI cinema” crescono del 340% anno su anno. Giovani creator in Nigeria, Indonesia e Brasile stanno producendo contenuti visivamente superiori a molte produzioni Netflix, con budget inferiori al costo di una pizza.

L’argomento dell’anima

I detrattori insistono: “L’AI non ha anima. Non può raccontare storie autentiche”. Ma l’AI non racconta storie da sola. È un amplificatore della visione del creator. Spielberg usa una macchina da presa. Picasso usava pennelli. I nuovi registi usano prompt. Lo strumento non definisce l’arte; la definisce chi lo usa.

E poi, siamo onesti: il 90% dei film prodotti da Hollywood non ha particolarmente “anima”. Sequel, reboot, franchise infiniti — l’industria cinematografica era già diventata una fabbrica di contenuti algoritmici. L’AI ha solo automatizzato ciò che era già meccanico.

Le implicazioni economiche sono devastanti

Un film hollywoodiano medio costa 65 milioni di dollari e impiega 2-3 anni dalla pre-produzione all’uscita. Un equivalente AI costa meno di 10.000 dollari e si produce in settimane. La matematica è brutale:

Per ogni film tradizionale, puoi produrre 6.500 film AI. Anche se solo l’1% è memorabile, sono comunque 65 film validi contro uno. Hollywood non può competere con questi numeri.

Il cinema non muore: si trasforma

Il cinema come lo conosciamo — studios giganteschi, star milionarie, tappeti rossi — quello sì, sta morendo. Ma il cinema come forma d’arte sta vivendo il suo rinascimento. Per la prima volta, chiunque nel mondo con una storia da raccontare può farlo con qualità cinematografica. Non è la fine del cinema. È la fine del monopolio su chi può fare cinema.

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