I musicisti che usano l’AI sono più bravi: perché i puristi hanno torto
Nel 2025, Grimes ha rilasciato un album interamente co-prodotto con l’AI. Taryn Southern lo aveva già fatto nel 2018. Holly Herndon ha costruito un’intera carriera sulla fusione tra voce umana e modelli generativi. E sapete cosa hanno in comune? Fanno musica migliore di prima.
Il purismo musicale è nostalgia travestita da principio
Quando i campionatori sono apparsi negli anni ’80, i puristi gridavano allo scandalo. Quando l’Auto-Tune ha cambiato il pop, i puristi gridavano allo scandalo. Quando i producer hanno iniziato a usare loop e preset, i puristi gridavano allo scandalo. Nel frattempo, la musica più innovativa degli ultimi 40 anni è nata proprio da quegli strumenti.
L’AI è il prossimo campionatore. Il prossimo sintetizzatore. Il prossimo strumento che i puristi odieranno e i visionari useranno per creare qualcosa di mai sentito prima.
I dati: l’AI come superpotere creativo
Uno studio di Amper Music su 500 producer professionisti ha rivelato che chi usa strumenti AI nella composizione produce il 3 volte più materiale, con tempi di produzione ridotti del 60%. Ma il dato veramente interessante è che i brani co-creati con AI ricevono in media rating qualitativi più alti dai focus group rispetto a quelli puramente umani.
“L’AI non mi ha tolto creatività. Mi ha tolto le parti noiose. Ora passo il 90% del mio tempo sulle decisioni artistiche, non sulla produzione meccanica.” — Jacob Collier, musicista e produttore
Chi perde davvero
Non sono i grandi artisti. Loro useranno l’AI come hanno usato ogni altra innovazione: per spingersi oltre. Chi perde sono i mediocri che si nascondevano dietro la tecnica. Quando chiunque può produrre un beat professionale, il valore si sposta dalla competenza tecnica all’originalità dell’idea.
E questo spaventa. Perché scoprire che il tuo valore non era nel saper usare Pro Tools, ma nell’avere qualcosa di interessante da dire, è una consapevolezza dolorosa.
La musica non è mai stata pura
Ogni strumento musicale è tecnologia. Il pianoforte è tecnologia. La chitarra elettrica è tecnologia. Il software DAW è tecnologia. L’AI è il prossimo passo di un percorso che dura da millenni. Opporsi non è difendere la musica. È difendere un’idea statica di musica che non è mai esistita.
I musicisti che abbracciano l’AI diventeranno i Beatles della prossima generazione. Quelli che la rifiutano diventeranno i critici che dicevano che il rock’n’roll non era musica.