Il dilemma dell’AI: chi è responsabile quando una macchina sbaglia?

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Un algoritmo di screening bancario nega un mutuo. Un sistema di riconoscimento facciale identifica erroneamente un sospetto. Un’auto a guida autonoma causa un incidente. Chi paga? Chi è responsabile? E soprattutto: come evitiamo che succeda?

Il problema del bias

I sistemi AI apprendono dai dati. E i dati riflettono i pregiudizi della società. Il risultato? Algoritmi che discriminano per genere, etnia o classe sociale, spesso in modo invisibile e sistematico.

L’Unione Europea ha risposto con l’AI Act, la prima regolamentazione completa al mondo sull’intelligenza artificiale. Ma la legge riesce a tenere il passo con la tecnologia?

Il futuro del lavoro

Goldman Sachs stima che l’AI generativa potrebbe impattare 300 milioni di posti di lavoro a livello globale. Ma la storia ci insegna che le rivoluzioni tecnologiche creano sempre più lavori di quanti ne distruggano. La chiave? Formazione e adattamento.

“La questione non è se l’AI prenderà il tuo lavoro. La questione è se qualcuno che usa l’AI prenderà il tuo lavoro.” — Karim Lakhani, Harvard Business School

Il dibattito etico sull’AI non è un lusso intellettuale. È una necessità urgente che definirà il tipo di futuro in cui vivremo.

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