L’algoritmo che scrive bestseller: l’AI nella letteratura tra promesse e paure

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Nel 2024, Amazon ha dovuto limitare a 3 libri al giorno le pubblicazioni per autore sulla piattaforma Kindle. Il motivo? Un’ondata di libri generati interamente dall’AI stava inondando il marketplace, con titoli che andavano dai manuali di self-help ai romanzi rosa, passando per guide turistiche e libri per bambini.

L’AI sa scrivere. Ma sa raccontare?

I modelli linguistici di ultima generazione producono testi grammaticalmente perfetti, stilisticamente coerenti e narrativamente strutturati. Claude, GPT-4 e Gemini possono generare un romanzo di 80.000 parole in poche ore. Ma la domanda che tormenta il mondo letterario è un’altra: quello che scrivono è letteratura?

“L’AI può imitare lo stile di Hemingway con una precisione inquietante. Ma non può vivere la guerra in Spagna, non può ubriacarsi a Parigi, non può amare e soffrire. E la letteratura nasce da lì.” — Zadie Smith

Eppure la realtà commerciale racconta una storia diversa. Diversi bestseller recenti su Amazon hanno una componente significativa di AI nella loro scrittura. Alcuni autori usano l’AI come co-autore silenzioso, generando bozze che poi rifiniscono con la propria voce.

Il ghostwriting potenziato

Il ghostwriting è sempre esistito nella letteratura. L’AI lo ha semplicemente democratizzato e accelerato. Imprenditori, influencer e professionisti che prima pagavano ghostwriter umani ora usano l’AI per produrre libri a una velocità impensabile.

Secondo Reuters, il 15% dei nuovi titoli su piattaforme self-publishing ha una componente AI significativa. Alcuni stimano che la percentuale reale sia molto più alta, dato che molti autori non dichiarano l’uso dell’AI.

La risposta del mondo editoriale

Le grandi case editrici hanno reagito con politiche diverse. Penguin Random House e Hachette hanno vietato la submission di manoscritti generati da AI. Riviste letterarie come Clarkesworld hanno dovuto chiudere temporaneamente le submission dopo essere state sommerse da racconti AI-generated.

Ma c’è chi guarda avanti. Alcune startup stanno creando piattaforme di narrativa interattiva dove l’AI genera storie personalizzate in tempo reale, che si adattano alle scelte del lettore. Non è più un libro: è un’esperienza narrativa unica per ogni persona.

“Non combattere la marea. Impara a surfare.” — Neil Gaiman, sulla scrittura AI

La letteratura sopravviverà all’AI? Certamente. Ma il concetto stesso di “autore” potrebbe non essere più lo stesso.

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